EBP e attivita' fisica/sedentarieta': Interventi basati sull'esercizio fisico per il mantenimento a lungo termine dell'attivita' fisica nei soggetti in eta' avanzata:revisione sistematica e metanalisi di RCT

sedentarietInterventi basati sull'esercizio fisico per il mantenimento a lungo termine dell'attivita' fisica nei soggetti in eta' avanzata:revisione sistematica e metanalisi di RCT

05/11/2019

Lo scopo di questo studio è di condurre una revisione sistematica della letteratura per valutare l'effetto degli interventi basati sull'esercizio tramite un follow-up di almeno sei mesi e per descrivere le strategie specifiche attuate durante l'intervento per rafforzare la sostenibilità di PA in adulti 65+ residenti in comunità. Sono stati inclusi 12 studi, mettendo a cofronto 18 gruppi di intervento basati su esercizi con quattro gruppi di controllo attivi e nove non attivi. Di questi nove studi hanno riportato strategie specifiche per migliorare la sostenibilità a lungo termine della PA. Le strategie erano principalmente correlate ai principi di autoefficacia, autocontrollo e capacità comportamentale basati sulla teoria cognitiva sociale. Gli interventi di allenamento rispetto al controllo attivo hanno mostrato risultati inconcludenti ed eterogenei. Rispetto al controllo non attivo, gli interventi hanno riportato un miglioramento del tempo di PA al follow-up di sei mesi (differenza media standardizzata (SMD) 0,30; IC al 95% da 0,15 a 0,44; quattro studi; 724 partecipanti; I2 0%), ma non a  follow-up di uno o due anni. Non erano disponibili dati sull'effetto a medio e lungo termine dell'aggiunta di strategie per migliorare la sostenibilità dell'AP.
Quindi alla base di quanto visto gli autori concludono che gli interventi sull'esercizio comportano piccoli benefici clinici a livello di PA nei soggeti  anziani residenti in comunità, con un calo del miglioramento osservato dopo sei mesi dall'interruzione dell'intervento.

 

La metodologia della revisione è considerata di ottima qualità, avendo ricevuto un punteggio pari a 10 dagli studiosi canadesi dell’Health Evidence